Resistere nell’esistere

All’indomani della ricorrenza dell’anniversario della liberazione dal nazifascismo, mi è venuto spontaneo scrivere qualcosa a riguardo.
Mi sono, difatti, chiesta se i miei coetanei conoscessero o meno il motivo per cui il 25 aprile non si va a scuola.
Mi è venuto in soccorso questo video-intervista di Ballarò di qualche anno fa:

Guardando questo filmato si ha come l’impressione che la mia generazione sia completamente estranea ai fatti avvenuti subito dopo l’8 settembre del 1943: ignora, quindi, il perché noi viviamo in una “Repubblica democratica”.
Ignorano il loro passato e anche il loro presente. 

Non conoscono il perché fu scelto proprio il 25 aprile e non un altro giorno. Ignorano l’esempio di Piero Calamandrei e le altre figure legate alla guerra di Liberazione nazionale.

repitaliana
Museo della Fotografia contemporanea della Regione Lombardia, Cinisello Balsamo (Milano). ®Studio Patellani courtesy Regione Lombardia/Museo di Fotografia contemporanea
Sono all’oscuro di una buona parte della storia, della nostra e loro storia.
Come si può arrivare a ciò? Dopo che a scuola si dovrebbero studiare questi argomenti, si può davvero vivere nella completa ignoranza delle vicende che ci hanno portato a vivere in questo modo la quotidianità? A non indagare e curiosare tra i meandri della nostra storia?

Non so realmente come questo sia successo o sia potuto succedere, ma si deve arrivare alla considerazione che l’orrore avuto durante il Fascismo e nella Seconda Guerra Mondiale poi, non debbano accadere mai più: la storia ci insegna (Historia magistra vitae) che solo nei momenti più bui e pieni di ignoranza, l’uomo ha dato il peggio di sé.

Bisogna ricordare la Liberazione non perché ci è imposto, ma perché si combatta contro un futuro sempre più buio e più lanciato verso una politica dura per respingere la paura dilagante nel nostro continente (le ultime news europee).
Combattere non con le armi, ma con la cultura e con il ricordo che deve essere tramandato alle future generazioni, memori di non compiere gli errori del passato.

Insomma, la signora Anna (qui sopra con approfondimento) la quale sorride al futuro dopo la vittoria della Repubblica al fatidico Referendum, deve essere motivo e monito di orgoglio ed iniziativa nazionale.

Perché bisogna Resistere per ESISTERE e per inneggiare alla vita e ad un futuro migliore.
E’ l’unica cosa che nessuno ci potrà portare via, nemmeno la paura, come spiega la signora Dina in questa commovente intervista che invito tutti a guardare.

Ps. Dedico questo post ai caduti durante la Resistenza Italiana (1943-1945), agli uomini e sopratutto alle donne, cito e voglio citare in particolare Teresa Mattei, I Fratelli Cervi, e tutti coloro che si sono prodigati per costruire un mondo migliore in cui ancora credo. 

 

 

 

 

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