Giovani si nasce o si diventa?

In questo primo mese di “attività” , ho sempre cercato di occuparmi e di scrivere su temi molto ampi, ma come ho scritto nella bio, anche il Colibrì vive nel suo habitat e non può ignorarlo, ma cercherà sempre di partire dal generale ed arrivare al particolare.
Come penso tutti voi sappiate, vivo in un paese montano di circa mille persone in provincia di Avellino e con cui ho un rapporto di amore ed odio, come si suol dire in questi casi.
A Guardia Lombardi (il nome del mio paese, ndr) ci si appresta a votare per le elezioni comunali del 5 giugno e da qui a pochi giorni si dovrebbero conoscere i nomi dei candidati alle cariche del consiglio comunale.
Quello che per la prima volta mi tocca, è andare ad esprimere la mia preferenza nella cabina elettorale, in modo da essere una consapevole elettrice attiva. Questo potrebbe sembrare banale, ma analizzando bene la situazione non lo è di certo: un elettore deve assolutamente conoscere quelle che sono le idee di ciascuno schieramento che si propone per qualsiasi incarico istituzionale. E se un giovane non si è mai interessato alla politica, fino al compimento dei suoi 18 anni come si regola?

Non c’è nessun vademecum per cui qualcuno possa dare i canoni di chi o cosa votare o non votare. L’unica cosa che può aiutarti in questi casi è pensare con la tua testa e con quella di nessun altro!
Il problema, però, non sussiste. Il problema è completamente all’opposto.

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Come ho scritto nel mio post precedente, i giovani “non sanno di non sapere”, ma non vogliono nemmeno porre il rimedio a questo problema. Purtroppo un’ignoranza del genere comporta intenzioni di voto basate su slogan che più o meno piacciono al giovane elettore in quel determinato periodo. Si perde, così, il valore del voto stesso che viene usato dai vari populismi che animano le piazze (virtuali e non) della nostra nazione, ormai da molti anni.

Non è forse populismo pensare che soltanto l’essere giovane ti legittimi a ricoprire cariche pubbliche anche se non hai la benchè minima capacità ed esperienza nel “settore”?
Con questo non voglio dire che i giovani non potranno mai provare e governare in determinati ruoli e situazioni, ma cerco di proporre un sistema alternativo:

“E’ possibile pensare che questo conflitto fittizio tra giovani e meno giovani sia assolutamente sbagliato da proporre in questo modo?”
E’ importante tramandare tradizioni ed esperienza politica a chi è realmente interessato a comprenderla bene e cerca di cimentarsi in un ruolo che non è così facile come sembra. La costruzione di sinergie tra giovani ed “anziani” può essere il motivo per una crescita politica e sociale in tutti i campi; ad esempio, perchè non insegnare ai nostri nonni a scrivere sul PC e nel frattempo farci apprendere le antiche tecniche culinarie o di tessitura?
In questo modo entrambi avranno insegnato e imparato qualcosa, l’uno dall’altro.

Purtroppo sembra che questo mio pensiero non sia per niente condiviso nei vari piani alti di vari partiti politici italiani: il premier-segretario Renzi si è proposto all’opinione pubblica come il rottamatore dei vecchi politici e come la figura di cambiamento del vecchio modo di far politica. Ha quindi rinnegato tutto il “vecchio modo di far politica”.
Questo va davvero molto di moda, perchè i vecchi politici non ci hanno lasciato niente, sono corrotti, collusi, imbroglioni, ladri e chi più ne ha più ne metta. Oppure il “tanto sono sempre loro”.
Bene, io sono giovane e non sono per niente d’accordo con questa visione della politica. E’ oggettivamente vero che nel passato ci sono state figure politiche davvero pessime che hanno rappresentato il nostro paese pur non osservandone le leggi. Ma è anche pur vero che in 70 anni di Repubblica Italiana abbiamo avuto migliaia di rappresentati DEGNI di ricoprire quel ruolo e non perchè erano giovani, ma perchè ci credevano.
Prendo a caso la figura di Aldo Moro: ha ricoperto molte cariche istituzionali e pubbliche ed è stato assassinato dalle BR nel 1978. E’ stato forse quello il suo delitto? Quello di credere in un’Italia migliore nonostante ricoprisse già molte cariche? Non credo.

Faccio un altro esempio: ricordate, il V-Day (manifestazione che ha dato i natali del M5S ndr) del 2007 lanciò l’idea di una giornata di mobilitazione pubblica per la raccolta delle firme necessarie a presentare una legge di iniziativa popolare che mirasse a introdurre le preferenze nell’ allora vigente legge elettorale e impedisse la possibilità di candidare in Parlamento i condannati penali o chi avesse già espletato due legislature.
Pienamente d’accordo sulla seconda finalità, ma con quali criteri mi vieni a dire che una persona non può candidarsi per una terza volta? Su quale base?

Old and youngIo credo nella base del merito. Credo che un giovane possa dare molto di più di un “meno giovane” perchè ha ancora molte energie a disposizione, ma credo che senza memoria e aiuto di chi “ne sa più di noi” non possiamo andare avanti. Ma può essere anche il contrario.

Quindi, iniziate già da oggi a gettare un seme che domani potrebbe diventare un bellissimo albero con molte radici, ma ricordate che senza semi e senza l’albero madre che ti consente di prendere il seme, l’albero non crescerà mai.

 

 

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