#SaveCairano

Il 2 ottobre 2016 mi sono trasferita definitivamente a Roma, ma non per questo ho intenzione di dimenticare i problemi che affliggono la mia amata Irpinia.

Leggendo questo post del Comitato Voria di Vallata e grazie alla notizia che mi è arrivata da una delle componenti di Io voglio Restare in Irpinia, sono venuta a conoscenza del parere positivo del V.I.A. (Valutazione di impatto ambientale) della Regione Campania al fine di voler installare nel comune di Cairano ulteriori impianti eolici.

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©Angelo Cesta – Flickr
Non sono nuovi nel nostro territorio eventi di sciacallaggio di prim’ordine, inerenti proprio all’eolico selvaggio e alle conseguenze che esso ha portato in Alta Irpinia (come documentato da questo articolo del FattoQuotidiano qualche tempo fa) e in particolare sul Formicoso.
Formicoso da una parte, Cairano dall’altra.
Il paese simbolo della rinascita irpina, rappresentata da manifestazioni come Cairano7x e lo SponzFest di Vinicio Capossela e dove fu girato nel 1963 il film neo-realista “La donnaccia”, rischia di perdere quello che lo ha sempre caratterizzato: il famoso paesaggio della rupe vista dal basso.
Già, perché proprio in quel fazzoletto di terra tra Conza della Campania e Cairano, vorrebbero costruire i nuovi impianti di aerogeneratori.
Insomma, non se ne può realmente più!
Ormai non importa più se vicino vi è un’area del WWF. Non importa se è un luogo amato e apprezzato dai turisti che scelgono proprio Cairano per le passeggiate e per gli splendidi paesaggi che solo questo lato d’Irpinia può regalarci. No, non importa più.

Quello che importa sono solo i profitti che un’azione del genere potrebbe portare nelle tasche di pochi, mentre per noi cittadini, per tutti coloro che amano queste zone e per chi per questi paesi vede prospettive diverse da quello di diventare luogo di produzione di energia eolica in modo così estensivo, non rimarrà nulla se non il rimpianto di non aver potuto fare di più.
Alzare la voce, farsi sentire, informarsi: sono le prime azioni che ogni cittadino consenziente dovrebbe mettere in pratica nel proprio paese.
Che sia centro o periferia, città o piccolo paese le cose non cambiano.

Voci che non sono mai state in silenzio sono quelle degli attivisti locali contro l’eolico selvaggio, le varie associazioni che non vogliono chiudere gli occhi e cercano di porre l’argomento sempre al centro dell’ attenzione a cui vorrei rivolgere, personalmente, i miei ringraziamenti per le battaglie che vengono portate avanti e per, nel loro piccolo, tenere informati tutti coloro i quali che, per ragioni di studio o di lavoro, non vivono più stabilmente lì.

Chi chiede di alzare la voce è il sindaco di Cairano (per approfondire clicca qui) , D’Angelis, affinché la Regione Campania capisca di non poter percepire le aree interne solo come posti dove allocare, senza alcun criterio, impianti per la creazione di energia elettrica.

Bob Dylan (Nobel per la letteratura 2016, ndr) scriveva e cantava che la risposta bisogna ascoltarla nel vento.
L’aria che tira in Alta Irpinia non è delle migliori, ma con il contributo di tutti si può iniziare a cambiarla.

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