Pensieri in fumo

In queste ore, come tutti voi ben sapete, il Parco Nazionale del Vesuvio (e non solo) è in preda alle fiamme.
Dalle prime notizie emerse, si può presupporre che la matrice delle fiamme sia di origine dolosa, con anche varianti, a mio avviso, macabre.
Le fiamme non accennano a spegnersi, anche dopo i numerosi interventi dei Vigili del Fuoco sia a terra che con i canadair.
Ma l’aria? L’aria che respiriamo non è forse di tutti? Di chi appicca il fuoco, di chi non lo fa e subisce le azioni di altri.
Io vivo a circa 120km di distanza da dove, in questo momento, i roghi non accennano ad attenuarsi. Eppure, complice il vento che spira verso l’entroterra, questa era la situazione di ieri pomeriggio che è decisamente peggiorata nelle ore a causa dell’alta pressione la quale, pesante, preme sulla troposfera rendendo l’aria irrespirabile.
Non oso immaginare la situazione di chi, vivendo molto vicino all’epicentro degli incendi, è costretto a respirare concentrazioni di fumo e sostanze nocive più intense di quelle che si trovano qui (per non parlare dei roghi di rifiuti avvenuti sempre nel napoletano).
Pericoli per la salute e per l’ambiente che mettono a dura prova ogni anno il meridione in questi periodi più caldi: bisogna intervenire e punire chi mette a rischio la salute di tutti e la splendida macchia mediterranea per interessi personali.

20046570_10208934570549570_5444365148367154200_nRapporto Ecomafia di Legambiente Onlus 2016: http://legambiente.campania.it/primo-piano/ecomafia-2016/

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